martedì 1 marzo 2011

La Schiava da Sesso

Diciamolo subito: l’ortodossia BDSM non prevede, in alcun caso, l’eventualità che ci possano essere contatti di natura sessuale tra Dom e sub, ma è innegabile che i romanzi di John Norman abbiano in qualche modo “sdoganato” un classificazione più specialistica della schiava. Va anche ribadito, se mai ce ne fosse bisogno, che non esistono due donne uguali e pertanto, di conseguenza, trovare due schiave a cui vadano bene, a cui siano conformate le stesse pratiche, è come trovare due cristalli di neve identici: semplicemente impossibile! Inoltre è mia personalissima opinione che l’ortodossia BDSM riguardi una fase molto precoce dell’evoluzione di questa subcultura e che sia stata abbondantemente scalzata dall’avvento della regola SSC, per cui se c’è accordo tra le parti ogni azione, anche quella a carattere sessuale, è concessa. Inoltre vorrei proporre un’ulteriore riflessione preliminare: se è vero che la schiava da tortura necessita di un partner specifico, con adeguate predisposizioni e competenze, la s.d.s. può agire anche, per così dire, in sordina con un partner “vanilla”, mascherando le sue pratiche come attenzioni particolari per il proprio compagno o la propria compagna. Infine, tengo a sottolineare che tutte le pratiche da me considerate ricadono nell’insieme dei “rapporti tra individui della specie umana adulti e consenzienti” e con ciò mi sembra oltremodo chiaro ciò che escludo a priori (zoofilia et cetera).


Definire il ruolo e le funzioni della schiava da sesso (sex slave, s.d.s.) non è ne’ semplice ne’ banale. Infatti la s.d.s. non deve limitarsi a subire passivamente il rapporto sessuale come una qualsiasi prostituta da marciapiede – sebbene anche questa sia una delle “skill” richieste – ma deve essere anche in grado di prendere l’iniziativa, essere dotata di intraprendenza e, possibilmente, di fantasia raffinata dall’esercizio durante il periodo di addestramento, deve saper stimolare l’interesse e l’eccitazione di chi la guarda sia con l’abbigliamento e la preparazione estetica, ma anche con le movenze e gli atteggiamenti. In definitiva, è necessario che la s.d.s. conosca e pratichi diverse tecniche (arti collaterali) per risvegliare interesse e desiderio nel Dom o in chi altri la guardasse.

La s.d.s. dovrebbe ispirarsi alle geishe e alle maiko giapponesi (eleganza e preparazione estetica), alle odalische arabe (disponibilità), alle cortigiane indiane (fantasia) ed europee (disinibizione), alle lap dancer (esibizionismo e agilità fisica) e alle prostitute da strada (sottomissione); dovrebbe conoscere l’arte dello strip tease e del burlesque, la danza del ventre e la pole dance. Ovviamente il condizionale, per tutto, è d’obbligo. Ogni Dom saprà dare uno stile alla sua s.d.s. in modo da evitare perdite di tempo nell’apprendimento di tecniche che poi non verrebbero mai usate; allo stesso modo la s.d.s. in sordina potrà scegliere di specializzarsi in alcune arti collaterali per darsi uno stile proprio.

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Data per scontata la natura stessa del ruolo – sottomissione ed obbedienza ad uno o più Dom riconosciuti tali dalla schiava – la declinazione “da sesso” è particolarmente specializzata in tutte quanto concerne le pratiche sessuali (masturbazione, fellatio/cunnilinguus, penetrazione; di coppia o di gruppo) e la maggior parte del suo tempo sarà dedicato ad attività concernenti le pratiche sessuali. Se la lista delle arti collaterali è, in un certo senso, opzionale, la conoscenza delle tecniche e delle pratiche sessuali deve essere spinta ai massimi livelli possibili in quanto connaturanti l’esistenza stessa del ruolo di schiava da sesso. Pertanto, possiamo considerare come prima regola ineludibile la disponibilità sempre immediata della schiava per atti di natura sessuale, sia che venga esplicitamente richiesto dal Dom sia di propria spontanea iniziativa, ogni qualvolta ce ne sia l’occasione. In effetti, l’incontro tra una s.d.s. e il suo Dom dovrebbe essere interamente dedicato ad attività del genere, dal primo all’ultimo momento: é indispensabile, per ciò, che la schiava sia già pronta nell’abbigliamento e nell’atteggiamento, prima dell’inizio dell’incontro, onde evitare inutili perdite di tempo che vanno ad inficiare l’addestramento stesso della schiava. Va da se’ che se la s.d.s. si inserisce in un rapporto di coppia consolidato, la disponibilitа deve essere sulle 24 ore senza soluzione di continuità.


Durante la fase di addestramento, é essenziale che la s.d.s. occupi tutto il suo tempo libero dal lavoro o da altre attività con l’esercizio nelle pratiche sessuali.

Se è da sola si masturberà, con le mani o con oggetti di varia natura e dimensione, allenandosi a controllare l’orgasmo: ciò non significa solo ed esclusivamente essere in grado di trattenersi a tempo indefinito ma anche, al contrario, velocizzare il più possibile l’apice del piacere. Allo stesso modo si allenerà nelle penetrazioni anali, sia con le mani che con oggetti di varia natura e dimensione, in modo da diventare ricettiva e saper controllare anche la muscolatura perineale e dello sfintere.

Se è in compagnia del Dom o del partner, invece, la s.d.s. si occuperà principalmente della soddisfazione sessuale di Costui, masturbandolo con varie parti del corpo o offrendosi per la penetrazione. In questi casi la s.d.s. non dovrà attendere necessariamente un comando del Dom per iniziare le attività sessuali, ma dovrà obbligatoriamente prendere l’iniziativa, starà eventualmente al Dom o al partner rifiutarne o modificarne le avances.


Giusto per chiarire: i rapporti sessuali sono di coppia o di gruppo, possono essere eterosessuali o omosessuali e possono comprendere un numero indefinito di partecipanti. La s.d.s. dovrà, in ogni caso, essere in grado di integrarsi e di adattarsi ad ogni situazione, conformemente al proprio ruolo di schiava da piacere e privilegiando la soddisfazione sessuale degli altri partecipanti, uomini o donne, prima della propria che, salvo casi o disposizioni particolari, non è mai negata, semmai anticipata o rimandata su ordine preciso del Dom. Di seguito un piccolo elenco che raccoglie le più comuni categorie di incontri sessuali, relativamente al numero e al sesso dei partecipanti:


  • Di coppia: eterosessuale (MF) o omosessuale (FF);

  • Trio (Threesome): etero (MMF o FFM) o omosessuale (FFF);

  • Di Gruppo:

    • omosessuale: più di tre femmine (F>3)

    • eterosessuale:

      • se il numero di F e di M è relativamente bilanciato si tratta di orgia (ammucchiata, partouze etc)

      • se il numero di M è considerevolmente superiore al numero di F si tratta di GANGBANG (F+M>2)

      • se il numero di F è considerevolmente superiore al numero di M si tratta di REVERSE GANGBANG (M+F>2).

In ognuna di queste situazione la s.d.s. dovrà essere in grado di trovare la propria collocazione funzionale e di espletare le sue funzioni “istituzionali”.


Qualche parola anche sulla preparazione estetica e sull’abbigliamento.

Data per scontata l’igiene esterna, va curata anche l’igiene interna: essendo soggetta a penetrazioni sia vaginali che anali che orali, la s.d.s. curerà particolarmente l’igiene interna della vagina, del retto e della bocca con lavande, enteroclismi e sciacqui prima ed eventualmente anche dopo l’incontro con il Dom/partner. I vantaggi di queste pratiche sono talmente banali che non mi sembra nemmeno il caso di citarli.

La s.d.s. dovrà essere sempre perfettamente depilata e la depilazione dovrà comprendere anche i genitali esterni, le ascelle, il perineo e lo sfintere. A gusto del Dom potrà essere concesso o meno un ciuffo decorativo sul Monte di Venere, comunque al di sopra della congiunzione delle labbra della vagina in modo da non nascondere ne’ queste ne’ il clitoride. Questa, che sembra una questione puramente estetica, ha invece anche altre valenze. Il primo vantaggio è sicuramente la maggior pulizia; il secondo riguarda l’eventualità che la s.d.s. riceva “attenzioni” orali e il fastidio di avere il pelo pubico in bocca. Il terzo aspetto, ultimo ma non meno importante, è la nudità completa di fronte al Dom, senza nemmeno il pelo naturale a nascondere ciò che deve invece essere sempre immediatamente disponibile.

A questo proposito e spostando la nostra attenzione sull’abbigliamento, va detto che tutto l’abbigliamento concesso alla schiava da sesso deve essere tale da permettere l’uso estemporaneo ed immediato del corpo della schiava da sesso: aboliti, pertanto, i pantaloni di qualsiasi lunghezza, i collant, le guaine non opportunamente modificate. Gli slip saranno preferibilmente assenti e comunque tali da non ostacolare la penetrazione vaginale o anale della schiava. Allo stesso modo il reggiseno, se necessario, sarà sostituito da sostieni seno che lascino accessibili la maggior parte della superficie del seno e comunque almeno il capezzolo. Data questa semplice linea guida, tutto ciò che copre e rende inaccessibili o difficilmente praticabili i genitali va eliminato dal guardaroba degli incontri.

Per quanto riguarda le calzature: il tacco, se presente, dovrà essere tale da livellare i genitali della schiava piegata in avanti ai genitali del Dom. Se la s.d.s. è più alta del Dom/partner si preoccuperà di piegare le ginocchia; se invece la schiava bassa indossa calzature senza tacco dovrà alzarsi sulla punta dei piedi, per quanto possibile, o dotarsi di un rialzo. Riassumendo: il Dom non dovrà fare acrobazie per penetrare la schiava, ma sarà la schiava a mettersi al giusto livello – le acrobazie spettano a lei!

(- continua -)

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